Sviluppo 0 – 2 anni
Dopo l’intensa crescita dei primi mesi, le connessioni neurali iniziano a organizzarsi in modo più funzionale: il cervello non solo produce nuove sinapsi, ma comincia a rinforzare selettivamente quelle maggiormente attivate dall’esperienza.
In questo periodo si consolidano progressivamente l’integrazione dei riflessi primitivi, il controllo posturale del tronco, la coordinazione tra le informazioni sensoriali e la regolazione degli stati di veglia e di attenzione.
Il movimento inizia a perdere la sua qualità esclusivamente globale e riflessa, assumendo una forma più modulata e differenziata, pur restando strettamente legato all’organizzazione neuro-sensoriale sottostante.
Le informazioni visive, uditive, tattili, vestibolari e propriocettive iniziano a coordinarsi con maggiore precisione, sostenendo la relazione tra percezione e azione.
La vista diventa progressivamente più funzionale alla guida del movimento; l’udito sostiene l’orientamento e l’attenzione condivisa; il sistema vestibolare e propriocettivo contribuisce alla stabilità del tono e all’organizzazione dell’equilibrio.
Queste competenze non vengono apprese attraverso esercizi, ma si strutturano attraverso l’esperienza ripetuta, vissuta nel corpo e nella relazione.
vocalizza in modo più variato e modulato
L’organizzazione che avviene tra i 3 e i 6 mesi prepara in modo diretto le fasi successive dello sviluppo
La qualità del controllo del tronco, la modulazione del tono e la coordinazione sensoriale costituiscono la base per la seduta autonoma, per le transizioni posturali più complesse e per l’esplorazione intenzionale dell’ambiente.
In particolare, il modo in cui il bambino utilizza il corpo in relazione allo spazio e al sostegno rappresenta un precursore fondamentale per la mobilità successiva e per la costruzione dell’autonomia motoria.
In questa fase la relazione con l’adulto assume un ruolo sempre più strutturante.
Il bambino è in grado di sostenere scambi più prolungati di sguardo, vocalizzazione e movimento condiviso; queste interazioni favoriscono lo sviluppo dell’attenzione condivisa, della regolazione emotiva e delle prime forme di intenzionalità comunicativa.
Le principali organizzazioni sanitarie internazionali sottolineano come la qualità della risposta dell’adulto continui a essere un fattore determinante per lo sviluppo neuro-cognitivo e socio-emotivo.
Rispondendo a queste domande possiamo capire insieme il punto di partenza più adatto