Sviluppo 0 – 2 anni
Il sistema nervoso, sostenuto dall’integrazione costruita nei mesi precedenti, permette ora una maggiore continuità tra percezione, movimento, intenzione e relazione.
Il corpo diventa sempre più efficace come mezzo di esplorazione e di comunicazione: il bambino non solo si muove nello spazio, ma sceglie, anticipa e orienta l’azione in funzione di ciò che lo interessa.
Dal punto di vista neurologico, le reti sensori-motorie e associative continuano a rafforzarsi; le esperienze ripetute e significative contribuiscono alla stabilizzazione dei circuiti coinvolti nell’equilibrio, nella coordinazione, nell’attenzione e nella comunicazione.
Le informazioni visive, vestibolari, propriocettive e tattili lavorano in modo coordinato per sostenere la verticalità, il passaggio tra posizioni e l’adattamento del movimento allo spazio.
La vista guida l’azione a distanza e sostiene la pianificazione del movimento; il sistema vestibolare contribuisce in modo determinante alla regolazione dell’equilibrio; la propriocezione fornisce informazioni interne sulla posizione del corpo; il tatto continua a essere uno strumento centrale di esplorazione.
Questa integrazione non è il risultato di addestramento, ma dell’organizzazione progressiva del sistema nervoso attraverso l’esperienza corporea vissuta, sempre all’interno della relazione.
Questi comportamenti riflettono una crescente integrazione tra intenzione, azione e comunicazione.
In particolare, la capacità di regolare il corpo mentre l’attenzione è rivolta all’esterno rappresenta un precursore fondamentale per le tappe motorie e cognitive del secondo anno di vita.
In questa fase la relazione con l’adulto si arricchisce di nuove modalità comunicative.
Il bambino utilizza lo sguardo alternato, il gesto indicativo, le vocalizzazioni e il movimento per condividere interesse, richiedere attenzione e partecipare attivamente allo scambio.
L’attenzione condivisa diventa più stabile: il bambino è in grado di seguire lo sguardo dell’adulto, di comprendere semplici segnali comunicativi e di alternare esplorazione autonoma e riferimento relazionale.
Questi processi sono strettamente legati alla qualità della risposta dell’adulto e alla continuità della relazione.
Rispondendo a queste domande possiamo capire insieme il punto di partenza più adatto