Daniela Barbatosta

Sviluppo 0 – 2 anni

Bambini 9 – 12 mesi

  • Verticalità, integrazione globale e comunicazione intenzionale
  • Integrazione sensoriale e organizzazione posturale
  • Cosa si osserva frequentemente
  • Precursori delle tappe successive
  • Relazione, intenzionalità e attenzione condivisa
  • Contesti di osservazione evolutiva

Tra il nono e il dodicesimo mese di vita il bambino attraversa una fase di profonda riorganizzazione globale.

Il sistema nervoso, sostenuto dall’integrazione costruita nei mesi precedenti, permette ora una maggiore continuità tra percezione, movimento, intenzione e relazione.

Il corpo diventa sempre più efficace come mezzo di esplorazione e di comunicazione: il bambino non solo si muove nello spazio, ma sceglie, anticipa e orienta l’azione in funzione di ciò che lo interessa.

Dal punto di vista neurologico, le reti sensori-motorie e associative continuano a rafforzarsi; le esperienze ripetute e significative contribuiscono alla stabilizzazione dei circuiti coinvolti nell’equilibrio, nella coordinazione, nell’attenzione e nella comunicazione.

In questa fase l’integrazione multisensoriale assume una qualità sempre più globale e funzionale.

Le informazioni visive, vestibolari, propriocettive e tattili lavorano in modo coordinato per sostenere la verticalità, il passaggio tra posizioni e l’adattamento del movimento allo spazio.
La vista guida l’azione a distanza e sostiene la pianificazione del movimento; il sistema vestibolare contribuisce in modo determinante alla regolazione dell’equilibrio; la propriocezione fornisce informazioni interne sulla posizione del corpo; il tatto continua a essere uno strumento centrale di esplorazione.

Questa integrazione non è il risultato di addestramento, ma dell’organizzazione progressiva del sistema nervoso attraverso l’esperienza corporea vissuta, sempre all’interno della relazione.

Cosa si osserva frequentemente.
In questa fascia d’età è comune osservare che il bambino:

mantiene la posizione seduta con stabilità e autonomia
si sposta nello spazio in modo sempre più efficace e variabile
utilizza appigli per portarsi in posizione eretta e mantenere la stazione in piedi
coordina mani e dita con maggiore precisione, fino alla presa a pinza
esplora gli oggetti in modo intenzionale, modulando forza e movimento
utilizza sguardo, gesti e vocalizzazioni per coinvolgere l’adulto
mostra interesse per ciò che accade intorno e inizia a comprendere semplici richieste

Questi comportamenti riflettono una crescente integrazione tra intenzione, azione e comunicazione.

L’organizzazione che si consolida tra i 9 e i 12 mesi prepara direttamente:
  • la deambulazione autonoma;
  • la regolazione dell’equilibrio in posizione eretta;
  • l’affinamento della motricità fine;
  • lo sviluppo del linguaggio intenzionale;
  • l’emergere dell’autonomia nelle interazioni quotidiane.

 

In particolare, la capacità di regolare il corpo mentre l’attenzione è rivolta all’esterno rappresenta un precursore fondamentale per le tappe motorie e cognitive del secondo anno di vita.

In questa fase la relazione con l’adulto si arricchisce di nuove modalità comunicative.
Il bambino utilizza lo sguardo alternato, il gesto indicativo, le vocalizzazioni e il movimento per condividere interesse, richiedere attenzione e partecipare attivamente allo scambio.

L’attenzione condivisa diventa più stabile: il bambino è in grado di seguire lo sguardo dell’adulto, di comprendere semplici segnali comunicativi e di alternare esplorazione autonoma e riferimento relazionale.
Questi processi sono strettamente legati alla qualità della risposta dell’adulto e alla continuità della relazione.

Tra i 9 e i 12 mesi i processi evolutivi diventano leggibili soprattutto:

nel modo in cui il bambino utilizza la verticalità e lo spazio
nel modo in cui coordina equilibrio, postura e manipolazione
nel modo in cui mantiene l’attenzione durante il movimento
nel modo in cui coinvolge l’adulto attraverso gesti, sguardi e vocalizzazioni
Questi contesti permettono di comprendere come il sistema nervoso stia integrando movimento, percezione e relazione in una forma sempre più complessa e intenzionale.

Partiamo da qui

Rispondendo a queste domande possiamo capire insieme il punto di partenza più adatto